
Mercatini di Natale a Rionero in Vulture
10 dic 2026 – 4 gen 2027
Biancabbazia Monticchio in Festa · La Casa della Befana

10 dic 2026 – 4 gen 2027
Biancabbazia Monticchio in Festa · La Casa della Befana
La Basilicata è una delle regioni più autentiche e meno conosciute d'Italia: Matera con i suoi Sassi patrimonio dell'UNESCO, le Dolomiti Lucane, i calanchi, i boschi del Pollino e il Vulture, un antico vulcano spento che domina le colline del nord. A Natale la regione offre un'atmosfera di grande intimità, tra presepi, riti popolari e tavole di sapori forti. Il suo appuntamento più noto per le famiglie si trova ai piedi del Vulture, a Rionero in Vulture.
Qui di seguito: Rionero in Vulture, i laghi di Monticchio, le tradizioni lucane del Natale, la cucina e le indicazioni per arrivare. Le date sono nella scheda in alto.
Gli eventi di Rionero in Vulture iniziano a dicembre e arrivano ai primi giorni di gennaio, con la Befana come chiusura. Date esatte nella scheda.
Rionero in Vulture, in provincia di Potenza, è un paese di circa dodicimila abitanti ai piedi del Monte Vulture, famoso per il vino Aglianico e per i suoi due laghi vulcanici. A Natale ospita due eventi: Biancabbazia Monticchio in Festa, che porta le feste nella suggestiva frazione dei laghi di Monticchio, e La Casa della Befana, pensato per i più piccoli e dedicato alla figura della Befana, che chiude le festività il 6 gennaio.

Chi ha tempo può abbinare la visita a Matera, a circa un'ora e mezza di auto, con i suoi Sassi e il Natale nei rioni antichi, tra presepi e luminarie.
Il Monte Vulture non è una montagna come le altre: è un vulcano spento da oltre centomila anni, il cui cono si alza a circa 1.300 metri sopra le colline del Melfese, nel punto in cui la Basilicata tocca la Puglia e la Campania. Dalle sue ceneri e dai suoi tufi deriva buona parte dell'identità del territorio: i terreni vulcanici dove cresce l'uva Aglianico, le cantine scavate nella roccia tenera, le acque minerali che sgorgano a Monticchio e i due laghi che occupano gli antichi crateri. Chi arriva per un mercatino di Natale si trova quindi in una zona in cui il paesaggio ha già molto da raccontare, anche in pieno inverno.
Melfi, a pochi chilometri da Rionero, fu una delle prime capitali dei Normanni nel Mezzogiorno. Il suo castello, che domina l'abitato dall'alto, fu sede di concili papali nell'XI e XII secolo e, nel 1231, Federico II di Svevia vi promulgò le Costituzioni di Melfi, il celebre corpo di leggi del Regno di Sicilia. Nel castello ha sede il Museo Archeologico Nazionale del Melfese, che custodisce corredi funerari dei popoli italici dell'età del ferro. La cattedrale, con il suo campanile romanico, e le mura che circondano il centro storico completano una passeggiata che d'inverno, con l'aria fredda e il cielo basso, ha un sapore da cronaca medievale.
Venosa è il luogo dove nacque il poeta Orazio, nel 65 a.C. Il suo parco archeologico conserva i resti di terme e di un anfiteatro romano, mentre accanto sorge il complesso della Santissima Trinità con la Chiesa Incompiuta, un edificio monumentale rimasto fermo a metà dei lavori e oggi tra le immagini più fotografate della regione. Il centro storico, con il castello aragonese e i palazzi di pietra, è uno dei più belli del nord della Basilicata.
Tra i paesi dell'Aglianico, Barile e Rapolla sono i più legati alla cultura delle cantine ipogee: grotte scavate nel tufo vulcanico, dove la temperatura resta costante tutto l'anno e il vino riposa al buio. Molte aziende vinicole del Vulture offrono visite e degustazioni su prenotazione anche fuori stagione; conviene telefonare prima, perché in inverno gli orari sono ridotti. Barile è anche uno dei paesi di lingua e tradizione arbëreshe, la minoranza di origine albanese presente in Basilicata, e conserva usanze e riti religiosi propri.
A Rionero nacquero due personaggi molto diversi: Giustino Fortunato (1848), meridionalista e storico, la cui biblioteca è ancora un punto di riferimento per chi studia la questione del Sud, e il brigante Carmine Crocco (1830), che guidò una delle bande più numerose del brigantaggio post-unitario. Due figure che spiegano bene quanto la storia di questo angolo di Lucania sia stata aspra e piena di contrasti.
A pochi minuti da Rionero si trova anche Atella, con un abitato che conserva il disegno medievale. Nei boschi del Vulture vivono lupi, gatti selvatici e rapaci come il nibbio reale: passeggiando nei sentieri intorno ai laghi, in una giornata limpida, si possono osservare anche in questa stagione.
La Basilicata è una regione di distanze lunghe e strade tortuose: conviene scegliere poche tappe e viverle con calma, piuttosto che inseguire troppi luoghi. Con base nel Vulture, o con un viaggio più ampio, queste sono le mete più coerenti con un Natale lucano.
Matera è la tappa più famosa: i Sassi, ovvero i rioni scavati nel calcare, sono patrimonio dell'UNESCO dal 1993 e la città è stata Capitale europea della cultura nel 2019. I due rioni principali, il Sasso Barisano e il Sasso Caveoso, si arrampicano ai lati della Civita, il nucleo più antico dove sorge la cattedrale romanica del XIII secolo. Di notte, con le luci dei presepi e dei lampioni sulle pareti di tufo, i Sassi assumono un aspetto quasi teatrale, tanto che il paesaggio ha fatto da set a numerosi film. Sul lato opposto della gravina, nel Parco della Murgia Materana, si vedono le chiese rupestri con affreschi medievali: la salita al belvedere è breve e regala il panorama più noto della città, ma d'inverno i sentieri possono essere scivolosi.
Potenza, a circa 800 metri di quota, è il capoluogo di regione più alto d'Italia tra i capoluoghi di provincia. Il centro storico ha un impianto in salita, collegato da scale mobili, e a Natale si anima con luminarie e negozi aperti fino a tarda sera. È un buon punto d'appoggio se si arriva dal Tirreno o da Salerno.
Tra le tappe più spettacolari c'è l'area delle Dolomiti Lucane, con i borghi di Castelmezzano e Pietrapertosa aggrappati a pinnacoli di arenaria. D'inverno la nebbia che sale dal fondovalle li rende ancora più suggestivi; per le strade, tuttavia, serve prudenza per ghiaccio e neve. Il celebre Volo dell'Angelo, la teleferica che collega i due paesi, è soggetto alle condizioni meteo e a calendari stagionali da verificare prima di partire.
Ad Aliano Carlo Levi fu confinato dal regime fascista e qui ambientò Cristo si è fermato a Eboli. Il paese, con i calanchi argillosi che lo circondano, è tra le mete più evocative per chi ama la letteratura. A poca distanza si trova Craco, il borgo abbandonato dopo le frane degli anni Sessanta, oggi visitabile solo con visite guidate.
Sulla costa tirrenica, Maratea offre un borgo antico ricco di chiese e la statua del Cristo Redentore sul monte San Biagio, alta circa ventuno metri. In dicembre non c'è il turismo balneare: restano il mare mosso, le salite del borgo antico e un'atmosfera raccolta.
Chi vuole proseguire oltre i confini regionali trova a nord la Puglia e a ovest la Campania, entrambe raggiungibili in giornata dal Vulture, ma meglio inserite in un viaggio più ampio.
Il Natale in Basilicata è un Natale di famiglia e di tradizioni contadine, vissuto con sobrietà e con il calore di una cucina povera ma ricchissima di sapori.
I presepi sono molto diffusi in tutta la regione, dai presepi artistici ai presepi viventi, e a Matera i Sassi si prestano in modo straordinario a ricostruire scene di Natività. Nei borghi della regione si accendono falò e fuochi rituali, in un'atmosfera che unisce festa e devozione.
La Vigilia lucana è tradizionalmente di magro, con baccalà e peperoni cruschi, verdure e pasta fatta in casa; il pranzo di Natale propone primi al forno o in brodo, carni arrosto e dolci della tradizione.
L'Aglianico del Vulture è il grande rosso della regione, con un carattere forte e minerale che si abbina a piatti di carne e di formaggi stagionati. Ai mercatini si trovano il vin brulé, la cioccolata calda e i liquori di erbe.
Nei paesi lucani il Natale non si esaurisce il 25 dicembre: è un tempo lungo, che parte dalla novena e arriva fino al 6 gennaio, e in qualche borgo si lega al fuoco di Sant'Antonio Abate, il 17 gennaio, che di fatto apre il Carnevale. Molte usanze nascono dal mondo pastorale e contadino, in una regione dove per secoli la vita è stata scandita dalla transumanza, dal freddo e dalla povertà delle risorse.
Nei nove giorni che precedono il Natale le chiese si riempiono all'alba o alla sera per la novena, accompagnata da canti in dialetto e dal suono di zampogne e ciaramelle. Gli zampognari, che in passato scendevano dalle montagne per suonare davanti alle case, sono ancora presenti in diverse zone dell'Appennino lucano.
La tradizione del ceppo di Natale, un grosso tronco lasciato bruciare nel camino per tutta la notte della Vigilia, in molte zone della regione veniva accompagnato da preghiere e da auspici per il nuovo anno. Anche i grandi falò accesi sulle piazze, con castagne arrosto e vino caldo, richiamano la funzione rituale del fuoco come luce contro il buio dell'inverno. Il fuoco è un filo conduttore: dal Natale a Sant'Antonio, passando per la notte dell'Epifania.
La Basilicata ha una forte tradizione presepiale. Nei Sassi di Matera la Natività viene ambientata nelle grotte e nelle case-grotta, con pastori che si muovono tra pareti di tufo; la scenografia è così naturale che lo stesso paesaggio ha ispirato registi e pittori. Nei paesi più piccoli si allestiscono presepi viventi, con botteghe di mestieri antichi, fornai, fabbri e cestai, e presepi artigianali costruiti dalle famiglie con muschio, sughero e pietra locale. Girare per chiese e piazze a dicembre, anche senza un programma preciso, permette di scoprirne molti.
L'8 dicembre, festa dell'Immacolata, segna ovunque l'apertura del periodo natalizio: si accendono le luminarie, si montano i presepi e in molte case si prepara il primo dolce fritto. Il 13 dicembre, Santa Lucia, è la festa della luce, molto sentita nelle campagne, quando il giorno è più corto e le famiglie si ritrovano attorno al fuoco.
La Befana che chiude le feste è una figura affettuosa del folklore italiano: una vecchina che vola su una scopa e porta dolci e carbone dolce ai bambini. A Rionero in Vulture le è dedicata La Casa della Befana, l'appuntamento pensato per le famiglie con bambini; i dettagli delle giornate sono nella scheda in alto. Il 6 gennaio, giorno dell'Epifania, tutte le feste «portano via», come dice il proverbio, e il Natale si congeda.
Il Vulture è una delle poche zone d'Italia dove un vino ha dato nome a un'intera civiltà gastronomica. L'Aglianico del Vulture è stato la prima DOC della Basilicata e, nella versione Superiore, ha ottenuto la DOCG. Matura lentamente nelle cantine tufacee e si presenta con un colore rubino intenso, tannini decisi e note di frutta scura e spezie: un rosso che a Natale si abbina bene a agnello, salumi stagionati e formaggi a pasta dura.
Accanto all'Aglianico si producono il Malvasia e il Moscato spumante del Vulture, più adatti al dolce. Tra i liquori, l'Amaro Lucano, nato a Pisticci nel 1894, è forse il prodotto lucano più conosciuto fuori regione, mentre nelle case si fanno ancora liquori di noci, di limone e di finocchietto selvatico, offerti agli ospiti dopo il pranzo di Natale.
La tradizione pastorale della regione ha generato prodotti che meritano un assaggio: il caciocavallo podolico, il pecorino di Filiano DOP, il canestrato di Moliterno IGP, la ricotta forte e la soppressata. La lucanica, insaccato di maiale aromatizzato con semi di finocchio, è celebre fin dall'antichità: già Cicerone e Varrone ne parlano, e la sua origine è legata ai legionari romani che la preparavano durante le campagne.
Il pane di Matera IGP, a forma di cornetto, ha una crosta spessa e si conserva a lungo; è un ottimo regalo da portare a casa. Tra i legumi sono famosi i fagioli bianchi di Sarconi IGP e le lenticchie, mentre i peperoni di Senise, essiccati e fritti, si trasformano in cruschi croccanti, il vero simbolo della cucina regionale.
Tra i dolci natalizi da riportare a casa ci sono la cupeta, una sorta di torrone di mandorle e miele, i mostaccioli e i taralli glassati. Se compri in laboratori o botteghe artigiane, chiedi quanto durano e come conservarli: molti dolci lucani, privi di conservanti, vanno consumati in poche settimane.
La Basilicata è una regione montuosa e poco densa di abitanti: i collegamenti pubblici sono meno fitti che altrove e, per il Vulture, l'automobile resta lo strumento più pratico. Questo non significa che sia complicato arrivare, ma conviene pianificare con anticipo e controllare le previsioni meteo, soprattutto se si attraversa l'Appennino.
Dalla A16 Napoli-Canosa si esce a Candela e si prosegue verso Melfi e Rionero lungo la viabilità statale: da Napoli servono circa due ore e mezza. Da Bari si segue la A14 fino a Canosa e poi la statale verso Melfi, per un totale di circa due ore. Da Potenza, lungo la strada che sale e scende tra le colline verso il Vulture, si impiegano circa quaranta minuti. Chi arriva da Salerno può percorrere la A2 del Mediterraneo fino a Sicignano degli Alburni e poi proseguire per Potenza, con un viaggio più lungo e di montagna.
Rionero è servita da una stazione sulla linea Foggia-Potenza, ma le corse sono poche e lente: va bene per chi non ha fretta e controlla gli orari con cura. Per raggiungere Matera da Bari si può usare la ferrovia delle Appulo Lucane. Alcune linee di autobus collegano i capoluoghi ai paesi, ma d'inverno gli orari sono ridotti e la domenica spesso non circolano.
Gli scali più comodi sono Bari e Napoli Capodichino, entrambi a circa due ore di auto. Brindisi è più lontano. Noleggiare un'auto direttamente all'aeroporto è la soluzione più semplice per il Vulture e per le tappe nei dintorni.
Dicembre e gennaio sono mesi freddi in tutta l'area interna della Basilicata. Il Vulture si trova tra i 500 e i 700 metri di quota nella parte abitata e l'inverno porta temperature spesso vicine allo zero al mattino, con nebbie dense nei fondovalle e piogge frequenti. La neve non è garantita, ma quando cade rende i laghi di Monticchio incantevoli e le strade più difficili. Sulla costa tirrenica, a Maratea, il clima è più mite, mentre sui rilievi del Pollino e sulle Dolomiti Lucane la neve è più probabile.
Per sentire l'atmosfera del Natale in paese conviene andare nei fine settimana dell'Avvento e nei giorni attorno all'Immacolata, quando le luminarie sono accese e i locali pieni. Per godersi i laghi e i boschi con più tranquillità, meglio le mattine feriali, con luce bassa e meno gente. Se interessa soprattutto la Befana, punta ai giorni a cavallo del 6 gennaio, controllando il programma nella scheda in alto.
La Casa della Befana è pensata per i più piccoli, ma anche il resto del viaggio è adatto a loro, se si mantiene un ritmo lento. Le passeggiate ai laghi, con i faggi e il silenzio dell'acqua, sono facili e di breve durata; la visita al castello di Melfi dà ai ragazzi un'idea concreta del Medioevo. Porta una merenda, perché fuori dai paesi i punti di ristoro sono rari, e un cambio di calze: i sentieri umidi sono un classico.
Nel Vulture non mancano agriturismi, bed and breakfast e piccoli alberghi, spesso con cucina casalinga. A dicembre, soprattutto nei fine settimana, conviene prenotare con anticipo sia l'alloggio sia il tavolo per la cena. Nei locali di paese il menu cambia secondo la stagione e le forniture del giorno: chiedi sempre cosa è disponibile e lasciati consigliare.
Le strade lucane richiedono tempo: tra un paese e l'altro si fanno curve e dislivelli, perciò meglio programmare poche tappe e lasciare spazio agli imprevisti. Questi percorsi partono dal Vulture e si allargano via via alle mete vicine.
Al mattino ai laghi di Monticchio, con una passeggiata tra i faggi e la visita all'abbazia di San Michele, affacciata sul Lago Piccolo. Pranzo in agriturismo con lucanica, pasta fatta in casa e un bicchiere di Aglianico. Nel pomeriggio Rionero in Vulture, il centro storico e gli eventi natalizi in programma; la sera, se c'è la Casa della Befana, tempo per i bambini.
Il primo giorno come sopra. Il secondo, al mattino Melfi: il castello e il Museo Archeologico Nazionale, poi un giro tra le mura. Dopo pranzo, una visita in cantina a Barile o a Rapolla con degustazione, concordata in anticipo. Rientro a Rionero per la cena.
Il terzo giorno si può scegliere tra due direzioni. Verso nord-est, Venosa, con l'abbazia incompiuta e il parco archeologico, a circa mezz'ora di auto. Verso sud-est, Matera, a un'ora e mezza di strada, dove conviene arrivare presto per camminare nei Sassi con la luce del mattino e restare fino alla sera, quando le luci accendono le pareti di tufo. Da Matera si può poi proseguire verso Bari, sulla costa pugliese.
Con una settimana si può unire il Vulture alle Dolomiti Lucane, a Castelmezzano e Pietrapertosa, e ad Aliano per i luoghi di Carlo Levi, e concludere sul Tirreno a Maratea. Il tragitto attraversa l'intera regione e permette di vedere paesaggi molto diversi in pochi giorni.
Biancabbazia Monticchio in Festa, nella frazione dei laghi, e La Casa della Befana, dedicata alle famiglie. Altri paesi della regione organizzano eventi locali, da verificare caso per caso.
Nella scheda in alto. Prima di partire è utile controllare anche i canali ufficiali del Comune, perché i programmi possono cambiare.
Sì, soprattutto per la Casa della Befana, pensata per i bambini. I laghi di Monticchio sono facili da visitare anche con i più piccoli.
In genere sì, ma in caso di neve o ghiaccio la strada d'accesso può essere difficile. Meglio informarsi prima sul meteo.
Gli orari possono variare da stagione a stagione. Conviene verificare le aperture prima di salire.
Circa un'ora e mezza d'auto. È una gita possibile in giornata, ma Matera merita una giornata intera.
In treno con la linea Foggia-Potenza fino a Rionero, ma le corse sono limitate. Per visitare i dintorni l'auto è molto più comoda.
Baccalà, peperoni cruschi, pasta fatta in casa, carni arrosto e dolci fritti come cartellate e calzoncelli. La lucanica non manca quasi mai.
L'Aglianico del Vulture, in particolare le versioni Superiore e Riserva. Per i dolci, un Moscato o una Malvasia del Vulture.
Sì: nell'entroterra le temperature sono basse e il clima è umido. Con un abbigliamento a strati si visita comodamente.
Sì, soprattutto con la Puglia, a nord, o con la Campania, a ovest, dove Napoli e la Costiera Amalfitana sono raggiungibili con un viaggio più lungo.
Un fine settimana è sufficiente per laghi, Rionero e Melfi. Con un giorno in più si aggiungono Venosa o Matera.
Laghi di cratere, abbazia e una Befana che aspetta i bambini: un Natale lucano intimo e sincero. Controlla le date nella scheda e parti. Buon Avvento!