MERCATINI DI NATALE IN MARCHE

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Guida ai mercatini di Natale in Marche

I mercatini di Natale nelle Marche: castelli, borghi e candele sulle colline di Pesaro e Urbino

Le Marche sono una regione di colline dolci, borghi murati e castelli affacciati sull'Adriatico, e a Natale mostrano il loro volto più intimo. I mercatini marchigiani non hanno la dimensione dei grandi eventi alpini, ma hanno quello che spesso manca altrove: paesi dove ci si conosce, piazze raccolte, tradizioni vissute con semplicità e una cucina ricca e genuina. Il Natale delle Marche è un Natale di campagna e di borgo, lontano dalle folle.

Gli appuntamenti si concentrano nell'entroterra della provincia di Pesaro e Urbino, in quattro località molto caratteristiche. Gradara trasforma il suo castello medievale in un castello di Natale, tra le mura del borgo che fu teatro della leggenda di Paolo e Francesca. Candelara è celebre per le sue serate a lume di candela, in un evento davvero originale. Mombaroccio propone un Natale tra le sue mura medievali, e Fossombrone accoglie le feste con il suo programma "Magico Natale", che si prolunga fino a fine gennaio.

Più sotto trovi Gradara e Candelara, Mombaroccio e Fossombrone, i sapori e le usanze marchigiane delle feste e le informazioni per muoversi nell'entroterra di Pesaro e Urbino. Le date aggiornate sono nei riquadri in alto.

Perché le Marche a Natale

  • Borghi murati e castelli: quattro località, tutte raggiungibili in auto in circa un'ora l'una dall'altra.
  • Un evento davvero unico: a Candelara si spengono le luci e il borgo si illumina di candele.
  • Prezzi e tempi gentili: nessuna ressa, alloggi in agriturismo, cene a base di tartufo.
  • Sapori forti: vincisgrassi, cappelletti in brodo, crescia, frustingo e vino cotto.
  • Mare e colline insieme: da Pesaro si sale ai borghi in pochi chilometri.

Quando andare

Il periodo buono è tra fine novembre e Santo Stefano: Candelara e Mombaroccio si concentrano nei fine settimana fino al 20 dicembre circa, Gradara resta animata fino all'Epifania e Fossombrone arriva a fine gennaio. Verifica sempre le date nella scheda.

Dai Malatesta ai Montefeltro: il territorio che accoglie i mercatini

Capire il paesaggio di Pesaro e Urbino aiuta a leggere anche i mercatini. Questo angolo di Marche è stato per secoli una terra di confine, contesa da famiglie signorili che hanno lasciato in eredità rocche, cinte murarie e palazzi. Verso la Romagna dominarono i Malatesta, signori di Rimini, e a Gradara il loro nome è legato a doppio filo al castello; più all'interno, nel Montefeltro, fiorì la corte dei Montefeltro, con Federico che fece di Urbino una delle capitali del Rinascimento. Seguirono gli Sforza e i Della Rovere, fino al passaggio dei territori allo Stato della Chiesa.

Una regione fatta di colline e vallate parallele

Dall'Appennino all'Adriatico le Marche scendono in una serie di vallate quasi parallele, scavate da fiumi brevi come il Metauro e il Foglia. Le strade seguono i fondovalle, mentre i borghi stanno sulle alture, a guardia di un passaggio o di un guado. Per questo gli spostamenti tra un paese e l'altro, pur brevi sulla carta, richiedono tempo: si sale, si scende, si attraversano crinali coltivati a grano, girasole e vite. In dicembre i campi sono spogli, la terra arata e scura, e quando c'è nebbia il profilo dei castelli emerge dalle valli come in una stampa antica.

Perché i borghi sono rimasti così integri

  • Mura e porte: molti centri conservano la cinta medievale quasi per intero, ed entrare dalla porta principale cambia il modo di percepire il paese.
  • Mattone e pietra locale: il colore caldo del laterizio e dell'arenaria rende le sere invernali, con i lampioni accesi, particolarmente suggestive.
  • Pochi stravolgimenti: lontani dalle grandi direttrici turistiche, i borghi hanno mantenuto botteghe, osterie e feste di comunità.
  • Un'economia di campagna: olio, grano, vino, formaggi e tartufi hanno plasmato la cucina che si ritrova ai banchi di dicembre.

Il Natale in un territorio di confine

La vicinanza con la Romagna si sente nella tavola e nei dialetti: la piadina convive con la crescia, i passatelli in brodo con i cappelletti. Chi arriva dalla costa romagnola trova in poche decine di chilometri un altro accento e un altro ritmo. È una sfumatura che rende interessante abbinare, in un solo viaggio, le colline pesaresi e le città dell'Emilia Romagna poco più a nord.

Gradara e Candelara: il castello di Natale e il borgo delle candele

Nella provincia di Pesaro e Urbino, due borghi a pochi chilometri dal mare e dai confini con la Romagna offrono due Natali molto diversi, accomunati da una cornice medievale di grande suggestione.

Gradara

Il borgo di Gradara è dominato da un castello trecentesco, con una doppia cinta di mura che racchiude il paese e un cammino di ronda da percorrere a piedi. È il luogo della leggenda di Paolo e Francesca, resa immortale da Dante nel quinto canto dell'Inferno, e fu dimora di signorie importanti, tra cui i Malatesta, gli Sforza e i Della Rovere. A Natale ospita il Castello di Natale a Gradara, un evento che trasforma l'intero borgo in un villaggio incantato, con casette, decorazioni, luminarie e animazioni per tutte le età, dalla fine di novembre fino all'Epifania.

Cosa vedere a Gradara

  • La Rocca di Gradara, con le sale arredate, la camera di Francesca e il cortile interno.
  • Il cammino di ronda lungo le mura, con panorami sulle colline e sul mare.
  • Il borgo medievale, con vicoli, botteghe e osterie.

Candelara

Piccolissimo borgo vicino a Pesaro, Candelara deve la sua fama a un evento unico: Candele a Candelara. Nei weekend di dicembre, al calare della sera, le luci elettriche si spengono e il paese si illumina soltanto con candele, torce e lumini, in un'atmosfera quasi irreale. Le bancarelle propongono candele artigianali, decorazioni, prodotti tipici e specialità della tradizione marchigiana. È un evento molto amato, che attira ogni anno migliaia di visitatori.

Il borgo di Candelara di sera a lume di candela, con centinaia di candele accese lungo le mura e tra le casette del mercatino
Candelara a lume di candela, durante l'evento di Natale.

Consigli per visitare Candelara

  • Arriva presto: il borgo è piccolo e nelle ore di punta si forma la fila per entrare.
  • Usa le navette, se previste: i parcheggi sono distanti dal centro.
  • Porta una torcia o una candela: nelle ore dello spegnimento le vie sono molto scure.

Pesaro, la città di Rossini, come base per il fine settimana

I borghi dei mercatini sono piccoli e hanno poche camere, quindi molti visitatori scelgono di dormire sulla costa e di salire in collina durante il giorno. Pesaro è la base più comoda: ha la stazione, gli alberghi, i ristoranti aperti anche d'inverno ed è collegata alle colline da strade provinciali che in pochi minuti lasciano il mare alle spalle. Gradara si raggiunge verso nord, Mombaroccio verso l'interno, la valle del Metauro verso sud.

Cosa vedere in città

Pesaro è la città natale di Gioachino Rossini, nato nel 1792, e la musica è il suo tratto distintivo: nel 2017 è entrata nella rete delle Città Creative UNESCO proprio per la musica. A Natale vale la pena dedicare qualche ora al centro, che si percorre bene a piedi.

  • Piazza del Popolo, con la fontana e il Palazzo Ducale affacciato sulla piazza, con la facciata a bugnato e il loggiato.
  • La casa natale di Rossini, in via Rossini, che ospita un piccolo museo dedicato al compositore.
  • I Musei Civici, noti per la raccolta di ceramiche, un'arte con cui la città ha una lunga tradizione.
  • Il lungomare, ampio e quasi deserto in inverno, adatto a una passeggiata di fine pomeriggio con il vento fresco dell'Adriatico.
  • La Sfera Grande di Arnaldo Pomodoro in piazzale della Libertà, simbolo della città moderna.

Mangiare a Pesaro prima o dopo i borghi

Sulla costa il pesce comanda: il brodetto, le sarde e gli scampi rientrano nei menù invernali, mentre la piadina farcita ricorda la vicinanza con la Romagna. Una sosta in un locale del centro è un buon modo per mettere ordine nella giornata, magari assaggiando il Bianchello del Metauro, un bianco leggero e profumato che accompagna molto bene il pesce.

Dormire sulla costa o in collina

Se cerchi la comodità, scegli un albergo a Pesaro. Se invece vuoi respirare la campagna, gli agriturismi delle colline offrono camere semplici, colazioni con dolci fatti in casa e cene con pasta tirata a mano. In dicembre i weekend dei mercatini sono i più richiesti: conviene prenotare con anticipo e verificare se la struttura ha un parcheggio proprio, dato che i borghi hanno poche aree di sosta.

Mombaroccio e Fossombrone: il Natale tra mura medievali e valle del Metauro

Nell'entroterra pesarese altri due borghi accolgono le feste con programmi più raccolti, ma altrettanto ricchi di fascino.

Mombaroccio

Mombaroccio è un piccolo borgo sulle colline tra Pesaro e Urbino, circondato da una cinta muraria medievale ancora in gran parte visibile. Il programma Natale a Mombaroccio riempie le vie del centro con mercatini, artigianato, prodotti tipici e iniziative per i bambini, nei weekend di dicembre. È una meta ideale per chi cerca un Natale tranquillo, tra paesaggi di colline e una piacevole atmosfera di comunità.

Fossombrone

Più a sud, nella valle del Metauro, Fossombrone è una cittadina storica con un centro ordinato e un lungo passato romano e rinascimentale. Il suo Magico Natale a Fossombrone accompagna le feste da inizio dicembre fino a fine gennaio, con iniziative di piazza, mercatini, luminarie e appuntamenti per le famiglie.

Cosa vedere a Fossombrone

  • Corte Alta, la parte alta e fortificata della città, con il palazzo ducale e il museo civico.
  • Il Ponte della Concordia, ponte settecentesco a un'unica arcata sul fiume Metauro, ricostruito nel dopoguerra.
  • Il centro storico, con la piazza principale e le chiese.
  • La Gola del Furlo, a pochi chilometri, con la riserva naturale e la galleria romana scavata nella roccia.

Nei dintorni: Urbino e il tartufo di Acqualagna

Chi dedica più giorni alla zona può abbinare i mercatini a una visita a Urbino, patrimonio dell'UNESCO, con il Palazzo Ducale e il suo centro rinascimentale, o ad Acqualagna, capitale del tartufo, i cui prodotti si trovano in autunno e in inverno in tutta la zona.

Urbino, la Gola del Furlo e la terra del tartufo: tappe oltre i mercatini

Chi ha un giorno in più può spingersi verso il cuore del Montefeltro e della valle del Metauro. Qui si concentrano alcune delle cose più belle delle Marche, e dicembre è un mese ideale: poche code, luce bassa e piatti caldi.

Urbino, la città ideale del Rinascimento

Urbino è patrimonio UNESCO dal 1998 e deve il suo aspetto a Federico da Montefeltro, signore e condottiero che nel Quattrocento chiamò architetti, pittori e umanisti a corte. Il Palazzo Ducale, con i suoi torricini e il grande cortile, ospita la Galleria Nazionale delle Marche, dove si conservano opere di Piero della Francesca, tra cui la celebre Flagellazione. In città nacque anche Raffaello, nel 1483, e la sua casa natale si può visitare. Urbino è una città universitaria in salita, con vicoli ripidi: servono scarpe comode, e anche d'inverno la vitalità degli studenti la rende piacevole la sera.

La Gola del Furlo e la via Flaminia

Tra Fossombrone e Acqualagna il fiume Candigliano si stringe in una gola profonda, la Gola del Furlo, oggi riserva naturale. Qui passava la via Flaminia, la strada consolare che univa Roma all'Adriatico: nel 76 d.C. l'imperatore Vespasiano fece scavare nella roccia una galleria, ancora visibile accanto al tracciato moderno. In inverno il paesaggio è severo e affascinante, con le pareti di calcare che sembrano chiudersi sopra il fiume. Controlla le condizioni dei sentieri dopo piogge o gelate prima di avventurarti a piedi.

Acqualagna e il tartufo

Acqualagna si definisce capitale del tartufo ed è il centro di una zona dove si raccolgono tartufo bianco pregiato, tartufo nero e scorzone. La grande fiera nazionale si tiene in autunno inoltrato, ma negli stessi mesi i ristoranti della valle continuano a proporre tagliatelle, uova e carni con il tartufo grattugiato al momento. Il consiglio è chiedere sempre la varietà e se è fresco, perché i prezzi variano molto, e acquistare i prodotti trasformati nelle botteghe del paese.

Altri borghi sul percorso

  • Cantiano e le colline del Catria, famosi per la visciola, un'amarena selvatica con cui si preparano confetture e un vino liquoroso.
  • Frontone e la sua rocca, per chi ama i panorami dall'alto.
  • Pergola, cittadina nota per i Bronzi dorati romani conservati nel suo museo.

Spostandosi verso sud si entra nel territorio di Ancona e di Jesi, culla del Verdicchio, mentre a ovest, oltre l'Appennino, si raggiunge l'Umbria in meno di un'ora e mezza di auto.

Le tradizioni del Natale marchigiano e cosa mangiare e bere ai mercatini

Il Natale nelle Marche è fatto di tavola, di famiglia e di usanze antiche. Anche se i mercatini hanno oggi un aspetto più moderno, nelle case e nei borghi sopravvivono riti che si tramandano da generazioni.

Il presepe e la Pasquella

I presepi, in chiesa e nelle piazze, sono molto diffusi, e in diversi borghi si allestiscono presepi viventi. Per l'Epifania sopravvive in alcune zone il canto della Pasquella, un canto itinerante di buon augurio con cui gruppi di cantori passano di casa in casa e ricevono in cambio cibo e vino.

Il pranzo di Natale

Il pranzo di Natale marchigiano comincia con i cappelletti in brodo, serviti con brodo di cappone, e prosegue con arrosti di carne e vincisgrassi, la lasagna marchigiana con ragù di carni miste. Si chiude con i dolci della tradizione e con il vino cotto o con la mistrà, il liquore all'anice.

I dolci di Natale

  • Frustingo: dolce a base di fichi secchi, noci, mandorle e cioccolato, tipico delle feste.
  • Calcioni: dolci ripieni di formaggio e zucchero.
  • Pizza di Natale: dolce lievitato con frutta secca e canditi.
  • Cicerchiata: palline fritte di pasta con il miele, tipica del Carnevale ma presente nei dolci invernali.
  • Castagne, cioccolata calda e vin brulé ai banchi dei mercatini.

I prodotti del territorio

  • Tartufo bianco e nero, in particolare quello di Acqualagna, protagonista delle tavole autunnali e invernali.
  • Casciotta d'Urbino e altri formaggi di pecora.
  • Crescia sfogliata, il pane piatto marchigiano da farcire con salumi.
  • Olive all'ascolana, ripiene e fritte, e il ciauscolo, salume spalmabile.
  • Brodetto di pesce sulla costa, da gustare nei giorni di Vigilia.

I vini e le bevande

Tra i vini della regione spiccano il Verdicchio, bianco fresco e minerale, il Bianchello del Metauro, tipico della zona di Pesaro, il Sangiovese e il Rosso Conero. Ai mercatini il vin brulé è sempre presente; per chiudere un pasto, la mistrà o il vino cotto.

Dalla Vigilia all'Epifania: come si vivono le feste nelle Marche

Oltre ai mercatini, il Natale marchigiano ha un suo calendario domestico e religioso, che scandisce tavola e riti da inizio dicembre al 6 gennaio. Se il viaggio capita in quei giorni, conoscerlo permette di scegliere meglio dove mangiare e come muoversi.

Dall'8 dicembre a Santa Lucia

L'8 dicembre, festa dell'Immacolata, dà il via alle decorazioni e all'allestimento di presepi e alberi, e in molte parrocchie si accendono le luminarie. Il 13 dicembre, Santa Lucia, ha una forte tradizione nell'Italia centro-settentrionale: nelle campagne si raccontava che nella notte arrivasse la santa a portare doni ai bambini. Anche oggi in diverse piazze si organizzano piccole fiere e momenti dedicati ai più piccoli.

La Vigilia di Natale: la cena di magro

La sera del 24 dicembre si cena di magro. Lungo la costa trionfano il brodetto, che varia da porto a porto per i tipi di pesce, e lo stoccafisso all'anconetana, cotto lentamente con patate, olive e pomodoro. Nei paesi dell'interno si preparano minestre di legumi e verdure e baccalà, e per dolce frutta secca e castagne. Dopo la cena, molte famiglie vanno alla Messa di mezzanotte, accompagnata da canti natalizi.

Il giorno di Natale e Santo Stefano

Il 25 dicembre si pranza in famiglia, con i cappelletti in brodo, le carni arrosto, il coniglio in porchetta o il cappone lesso. A Santo Stefano le tavole sono ancora imbandite: è tradizione riutilizzare il brodo e la carne del giorno prima. Nei borghi è il giorno ideale per una passeggiata digestiva tra le mura, con negozi spesso chiusi ma bar e osterie aperti.

Capodanno e l'Epifania

Per l'ultimo dell'anno si cena con lenticchie e cotechino, secondo l'uso italiano, e si brinda con spumante o con la Vernaccia di Serrapetrona, un raro spumante rosso della zona di Macerata. Il 6 gennaio porta la Befana e, in alcuni paesi, il canto della Pasquella: gruppi di cantori bussano alle porte, intonano versi di buon augurio e vengono ricambiati con vino, salumi e dolci.

I presepi, dalle chiese ai borghi

Molte chiese e musei diocesani allestiscono presepi artistici, e nei centri più piccoli si trovano presepi viventi in cui gli abitanti vestono i panni dei pastori. La cittadina di Loreto, meta di pellegrinaggio per la Santa Casa, vive il Natale in modo particolarmente intenso, con la basilica meta di fedeli da tutta Italia. Per un confronto con i grandi presepi del Sud, un'ottima tappa lontana è la Campania.

Raggiungere i borghi di Pesaro e Urbino: strade, treni e consigli

L'auto è quasi obbligatoria

I borghi stanno sulle colline dell'entroterra e i bus sono pochi, quindi si va in auto. Dalla A14 si esce a Pesaro e si salgono le strade provinciali; per Fossombrone si segue la valle del Metauro. Nei giorni dell'evento conviene arrivare presto e usare i parcheggi indicati, spesso con navetta.

Treno e aereo per arrivare in zona

La stazione di Pesaro è sulla linea adriatica, con treni da Bologna, Rimini e Ancona. L'aeroporto più vicino è Rimini, a circa 35 chilometri; Ancona-Falconara dista circa 65-70 chilometri e Bologna circa un'ora e tre quarti di auto.

Vestirsi per le colline

Sulle colline il freddo è più secco che in pianura, ma i vicoli sono in salita e lastricati: servono scarpe con una buona suola e, la sera a Candelara, una torcia.

Per allungare il viaggio

Dalla costa si arriva in pochi minuti sul confine con la Romagna: i mercatini dell'Emilia Romagna, da Rimini a Bologna, sono un'ottima seconda tappa.

Consigli pratici per famiglie, clima e parcheggi

I mercatini delle Marche sono piccoli ma richiedono un minimo di organizzazione: le strade sono strette, i parcheggi lontani e il tempo cambia in fretta. Pochi accorgimenti rendono la giornata molto più piacevole.

Clima e abbigliamento

In dicembre, sulle colline pesaresi, le temperature oscillano spesso tra pochi gradi sopra lo zero di notte e una decina di gradi di giorno. La nebbia è frequente nelle valli, la bora può soffiare forte dall'Adriatico e in alcuni anni arriva anche la neve, soprattutto verso l'Appennino. Meglio vestirsi a strati, con una giacca antivento, cappello e guanti, e calzare scarpe impermeabili con suola antiscivolo: i lastricati dei borghi, bagnati o gelati, sono scivolosi.

Parcheggi e navette

  • Nei borghi murati il centro è chiuso al traffico e si lascia l'auto in aree esterne, a volte a qualche centinaio di metri.
  • Nelle serate di punta le aree si riempiono presto: arrivare nel primo pomeriggio evita code in uscita.
  • Se le navette sono attive, usale e verifica l'ultimo orario di ritorno prima di allontanarti.
  • Il navigatore può portarti in strade chiuse per l'evento: segui sempre la segnaletica locale.

Con i bambini

Il castello di Gradara, con le sue sale, le torri e il cammino di ronda, funziona molto bene con i più piccoli, che amano immaginare cavalieri e principesse; tieni però presente che i passaggi sono ripidi e poco adatti ai passeggini. A Candelara, nelle ore del buio, tieni i bambini per mano e usa una torcia: è affascinante ma affollato. Nei bar dei borghi non mancano cioccolata calda e frittelle, mentre ai banchi di artigianato si trovano candele colorate, piccoli giochi di legno e decorazioni da portare a casa.

Accessibilità

I centri storici in salita e con pavimenti irregolari non sono semplici per sedie a rotelle e passeggini. Fossombrone e Pesaro offrono tratti pianeggianti, mentre Gradara e Mombaroccio richiedono più attenzione. In caso di necessità è utile contattare in anticipo la Pro Loco o l'ufficio turistico del Comune.

Cosa portare a casa

I souvenir più autentici sono quelli del territorio: candele artigianali, olio extravergine, la casciotta d'Urbino, il ciauscolo, i prodotti al tartufo, le ceramiche di Pesaro, un vino come il Verdicchio o la Vernaccia. Controlla che siano ben imballati se rientri in aereo o in treno.

Itinerari tra Gradara, Candelara e la valle del Metauro

Sabato: Gradara e il mare

Mattina alla Rocca e sul cammino di ronda, pomeriggio sul lungomare di Pesaro, cena in un locale dove assaggiare crescia e vincisgrassi.

Sabato sera: Candelara

Si arriva nel tardo pomeriggio, si assiste allo spegnimento delle luci e si passeggia tra le candele. È l'ora più bella, e anche la più affollata.

Domenica: Mombaroccio e Fossombrone

Prima le mura di Mombaroccio, poi la valle del Metauro con la Corte Alta di Fossombrone e, se avanza tempo, la Gola del Furlo.

Da ricordare

  • Candelara e Mombaroccio sono attivi solo nei fine settimana.
  • Prenota l'agriturismo con qualche settimana di anticipo.
  • Per i bambini: il Castello di Natale di Gradara è il più animato.
  • Souvenir: candele artigianali, olio, formaggi e tartufo.

Itinerario di tre giorni: costa, colline e Montefeltro

Il venerdì sera si arriva a Pesaro e si cena sul mare; il sabato si dedica a Gradara al mattino e a Candelara al calar del sole; la domenica si sale a Mombaroccio. Il lunedì, se hai un giorno in più, la salita a Urbino e la discesa lungo la Gola del Furlo chiudono il viaggio con il Rinascimento e la via Flaminia.

Domande frequenti sui mercatini di Natale nelle Marche

Quanti sono i mercatini marchigiani?

Quattro, tutti nella provincia di Pesaro e Urbino: Gradara, Candelara, Mombaroccio e Fossombrone.

Che cosa succede a Candelara?

Nei fine settimana d'Avvento, al calare della sera, le luci elettriche del borgo si spengono e restano solo le candele, tra le bancarelle di artigianato.

Si possono vedere più borghi in un giorno?

Sì, con l'auto: sono vicini. Gradara e Candelara si abbinano bene; Fossombrone richiede più tempo.

Che cosa si assaggia?

Crescia, cappelletti in brodo, olive all'ascolana, tartufo e frustingo, con Bianchello del Metauro o Verdicchio.

Fino a quando restano aperti?

Gradara fino all'Epifania, Fossombrone fino a fine gennaio; Candelara e Mombaroccio finiscono intorno al 20 dicembre.

Come si arriva a Gradara senza auto?

Il mezzo più pratico è il treno fino a Cattolica o a Pesaro, poi un taxi o un autobus locale: i collegamenti sono meno frequenti nei giorni festivi, quindi meglio verificare gli orari.

Da quale uscita dell'autostrada si arriva ai borghi?

Per Gradara si esce a Cattolica, per Candelara e Mombaroccio a Pesaro; per Fossombrone si può proseguire verso Fano e imboccare la superstrada della valle del Metauro.

Serve prenotare l'alloggio?

Sì, soprattutto per i fine settimana di dicembre: gli agriturismi delle colline hanno poche camere, mentre Pesaro offre più scelta.

Che tempo fa a dicembre sulle colline pesaresi?

Freddo umido con nebbia nelle valli, temperature spesso vicine allo zero la sera, vento dall'Adriatico e neve soltanto in alcuni anni.

Quali vini assaggiare?

Bianchello del Metauro e Colli Pesaresi Sangiovese in zona; Verdicchio e Rosso Conero spostandosi verso Ancona.

Conviene aggiungere Urbino al viaggio?

Sì: dista circa un'ora d'auto dalla costa e il Palazzo Ducale vale da solo una mezza giornata, meglio se in un giorno diverso dai mercatini.

Il Natale marchigiano è adatto ai bambini?

Molto: Gradara ha animazioni e un castello da esplorare, mentre le candele di Candelara sono uno spettacolo che i più piccoli ricordano a lungo.

Ci sono viaggi in pullman?

Nessuno dedicato alle Marche: per un viaggio organizzato guarda Trentino Alto Adige o Campania.

Marche: il Natale più piccolo, il più curato

Candele, rocche e borghi: nelle Marche gli eventi sono pochi ma ben fatti. Scegli le località nei riquadri, controlla le date e metti in valigia una torcia per Candelara. Buon Avvento!