


Le Marche sono una regione di colline dolci, borghi murati e castelli affacciati sull'Adriatico, e a Natale mostrano il loro volto più intimo. I mercatini marchigiani non hanno la dimensione dei grandi eventi alpini, ma hanno quello che spesso manca altrove: paesi dove ci si conosce, piazze raccolte, tradizioni vissute con semplicità e una cucina ricca e genuina. Il Natale delle Marche è un Natale di campagna e di borgo, lontano dalle folle.
Gli appuntamenti si concentrano nell'entroterra della provincia di Pesaro e Urbino, in quattro località molto caratteristiche. Gradara trasforma il suo castello medievale in un castello di Natale, tra le mura del borgo che fu teatro della leggenda di Paolo e Francesca. Candelara è celebre per le sue serate a lume di candela, in un evento davvero originale. Mombaroccio propone un Natale tra le sue mura medievali, e Fossombrone accoglie le feste con il suo programma "Magico Natale", che si prolunga fino a fine gennaio.
Più sotto trovi Gradara e Candelara, Mombaroccio e Fossombrone, i sapori e le usanze marchigiane delle feste e le informazioni per muoversi nell'entroterra di Pesaro e Urbino. Le date aggiornate sono nei riquadri in alto.
Il periodo buono è tra fine novembre e Santo Stefano: Candelara e Mombaroccio si concentrano nei fine settimana fino al 20 dicembre circa, Gradara resta animata fino all'Epifania e Fossombrone arriva a fine gennaio. Verifica sempre le date nella scheda.
Capire il paesaggio di Pesaro e Urbino aiuta a leggere anche i mercatini. Questo angolo di Marche è stato per secoli una terra di confine, contesa da famiglie signorili che hanno lasciato in eredità rocche, cinte murarie e palazzi. Verso la Romagna dominarono i Malatesta, signori di Rimini, e a Gradara il loro nome è legato a doppio filo al castello; più all'interno, nel Montefeltro, fiorì la corte dei Montefeltro, con Federico che fece di Urbino una delle capitali del Rinascimento. Seguirono gli Sforza e i Della Rovere, fino al passaggio dei territori allo Stato della Chiesa.
Dall'Appennino all'Adriatico le Marche scendono in una serie di vallate quasi parallele, scavate da fiumi brevi come il Metauro e il Foglia. Le strade seguono i fondovalle, mentre i borghi stanno sulle alture, a guardia di un passaggio o di un guado. Per questo gli spostamenti tra un paese e l'altro, pur brevi sulla carta, richiedono tempo: si sale, si scende, si attraversano crinali coltivati a grano, girasole e vite. In dicembre i campi sono spogli, la terra arata e scura, e quando c'è nebbia il profilo dei castelli emerge dalle valli come in una stampa antica.
La vicinanza con la Romagna si sente nella tavola e nei dialetti: la piadina convive con la crescia, i passatelli in brodo con i cappelletti. Chi arriva dalla costa romagnola trova in poche decine di chilometri un altro accento e un altro ritmo. È una sfumatura che rende interessante abbinare, in un solo viaggio, le colline pesaresi e le città dell'Emilia Romagna poco più a nord.
Nella provincia di Pesaro e Urbino, due borghi a pochi chilometri dal mare e dai confini con la Romagna offrono due Natali molto diversi, accomunati da una cornice medievale di grande suggestione.
Il borgo di Gradara è dominato da un castello trecentesco, con una doppia cinta di mura che racchiude il paese e un cammino di ronda da percorrere a piedi. È il luogo della leggenda di Paolo e Francesca, resa immortale da Dante nel quinto canto dell'Inferno, e fu dimora di signorie importanti, tra cui i Malatesta, gli Sforza e i Della Rovere. A Natale ospita il Castello di Natale a Gradara, un evento che trasforma l'intero borgo in un villaggio incantato, con casette, decorazioni, luminarie e animazioni per tutte le età, dalla fine di novembre fino all'Epifania.
Piccolissimo borgo vicino a Pesaro, Candelara deve la sua fama a un evento unico: Candele a Candelara. Nei weekend di dicembre, al calare della sera, le luci elettriche si spengono e il paese si illumina soltanto con candele, torce e lumini, in un'atmosfera quasi irreale. Le bancarelle propongono candele artigianali, decorazioni, prodotti tipici e specialità della tradizione marchigiana. È un evento molto amato, che attira ogni anno migliaia di visitatori.

I borghi dei mercatini sono piccoli e hanno poche camere, quindi molti visitatori scelgono di dormire sulla costa e di salire in collina durante il giorno. Pesaro è la base più comoda: ha la stazione, gli alberghi, i ristoranti aperti anche d'inverno ed è collegata alle colline da strade provinciali che in pochi minuti lasciano il mare alle spalle. Gradara si raggiunge verso nord, Mombaroccio verso l'interno, la valle del Metauro verso sud.
Pesaro è la città natale di Gioachino Rossini, nato nel 1792, e la musica è il suo tratto distintivo: nel 2017 è entrata nella rete delle Città Creative UNESCO proprio per la musica. A Natale vale la pena dedicare qualche ora al centro, che si percorre bene a piedi.
Sulla costa il pesce comanda: il brodetto, le sarde e gli scampi rientrano nei menù invernali, mentre la piadina farcita ricorda la vicinanza con la Romagna. Una sosta in un locale del centro è un buon modo per mettere ordine nella giornata, magari assaggiando il Bianchello del Metauro, un bianco leggero e profumato che accompagna molto bene il pesce.
Se cerchi la comodità, scegli un albergo a Pesaro. Se invece vuoi respirare la campagna, gli agriturismi delle colline offrono camere semplici, colazioni con dolci fatti in casa e cene con pasta tirata a mano. In dicembre i weekend dei mercatini sono i più richiesti: conviene prenotare con anticipo e verificare se la struttura ha un parcheggio proprio, dato che i borghi hanno poche aree di sosta.
Nell'entroterra pesarese altri due borghi accolgono le feste con programmi più raccolti, ma altrettanto ricchi di fascino.
Mombaroccio è un piccolo borgo sulle colline tra Pesaro e Urbino, circondato da una cinta muraria medievale ancora in gran parte visibile. Il programma Natale a Mombaroccio riempie le vie del centro con mercatini, artigianato, prodotti tipici e iniziative per i bambini, nei weekend di dicembre. È una meta ideale per chi cerca un Natale tranquillo, tra paesaggi di colline e una piacevole atmosfera di comunità.
Più a sud, nella valle del Metauro, Fossombrone è una cittadina storica con un centro ordinato e un lungo passato romano e rinascimentale. Il suo Magico Natale a Fossombrone accompagna le feste da inizio dicembre fino a fine gennaio, con iniziative di piazza, mercatini, luminarie e appuntamenti per le famiglie.
Chi dedica più giorni alla zona può abbinare i mercatini a una visita a Urbino, patrimonio dell'UNESCO, con il Palazzo Ducale e il suo centro rinascimentale, o ad Acqualagna, capitale del tartufo, i cui prodotti si trovano in autunno e in inverno in tutta la zona.
Chi ha un giorno in più può spingersi verso il cuore del Montefeltro e della valle del Metauro. Qui si concentrano alcune delle cose più belle delle Marche, e dicembre è un mese ideale: poche code, luce bassa e piatti caldi.
Urbino è patrimonio UNESCO dal 1998 e deve il suo aspetto a Federico da Montefeltro, signore e condottiero che nel Quattrocento chiamò architetti, pittori e umanisti a corte. Il Palazzo Ducale, con i suoi torricini e il grande cortile, ospita la Galleria Nazionale delle Marche, dove si conservano opere di Piero della Francesca, tra cui la celebre Flagellazione. In città nacque anche Raffaello, nel 1483, e la sua casa natale si può visitare. Urbino è una città universitaria in salita, con vicoli ripidi: servono scarpe comode, e anche d'inverno la vitalità degli studenti la rende piacevole la sera.
Tra Fossombrone e Acqualagna il fiume Candigliano si stringe in una gola profonda, la Gola del Furlo, oggi riserva naturale. Qui passava la via Flaminia, la strada consolare che univa Roma all'Adriatico: nel 76 d.C. l'imperatore Vespasiano fece scavare nella roccia una galleria, ancora visibile accanto al tracciato moderno. In inverno il paesaggio è severo e affascinante, con le pareti di calcare che sembrano chiudersi sopra il fiume. Controlla le condizioni dei sentieri dopo piogge o gelate prima di avventurarti a piedi.
Acqualagna si definisce capitale del tartufo ed è il centro di una zona dove si raccolgono tartufo bianco pregiato, tartufo nero e scorzone. La grande fiera nazionale si tiene in autunno inoltrato, ma negli stessi mesi i ristoranti della valle continuano a proporre tagliatelle, uova e carni con il tartufo grattugiato al momento. Il consiglio è chiedere sempre la varietà e se è fresco, perché i prezzi variano molto, e acquistare i prodotti trasformati nelle botteghe del paese.
Spostandosi verso sud si entra nel territorio di Ancona e di Jesi, culla del Verdicchio, mentre a ovest, oltre l'Appennino, si raggiunge l'Umbria in meno di un'ora e mezza di auto.
Il Natale nelle Marche è fatto di tavola, di famiglia e di usanze antiche. Anche se i mercatini hanno oggi un aspetto più moderno, nelle case e nei borghi sopravvivono riti che si tramandano da generazioni.
I presepi, in chiesa e nelle piazze, sono molto diffusi, e in diversi borghi si allestiscono presepi viventi. Per l'Epifania sopravvive in alcune zone il canto della Pasquella, un canto itinerante di buon augurio con cui gruppi di cantori passano di casa in casa e ricevono in cambio cibo e vino.
Il pranzo di Natale marchigiano comincia con i cappelletti in brodo, serviti con brodo di cappone, e prosegue con arrosti di carne e vincisgrassi, la lasagna marchigiana con ragù di carni miste. Si chiude con i dolci della tradizione e con il vino cotto o con la mistrà, il liquore all'anice.
Tra i vini della regione spiccano il Verdicchio, bianco fresco e minerale, il Bianchello del Metauro, tipico della zona di Pesaro, il Sangiovese e il Rosso Conero. Ai mercatini il vin brulé è sempre presente; per chiudere un pasto, la mistrà o il vino cotto.
Oltre ai mercatini, il Natale marchigiano ha un suo calendario domestico e religioso, che scandisce tavola e riti da inizio dicembre al 6 gennaio. Se il viaggio capita in quei giorni, conoscerlo permette di scegliere meglio dove mangiare e come muoversi.
L'8 dicembre, festa dell'Immacolata, dà il via alle decorazioni e all'allestimento di presepi e alberi, e in molte parrocchie si accendono le luminarie. Il 13 dicembre, Santa Lucia, ha una forte tradizione nell'Italia centro-settentrionale: nelle campagne si raccontava che nella notte arrivasse la santa a portare doni ai bambini. Anche oggi in diverse piazze si organizzano piccole fiere e momenti dedicati ai più piccoli.
La sera del 24 dicembre si cena di magro. Lungo la costa trionfano il brodetto, che varia da porto a porto per i tipi di pesce, e lo stoccafisso all'anconetana, cotto lentamente con patate, olive e pomodoro. Nei paesi dell'interno si preparano minestre di legumi e verdure e baccalà, e per dolce frutta secca e castagne. Dopo la cena, molte famiglie vanno alla Messa di mezzanotte, accompagnata da canti natalizi.
Il 25 dicembre si pranza in famiglia, con i cappelletti in brodo, le carni arrosto, il coniglio in porchetta o il cappone lesso. A Santo Stefano le tavole sono ancora imbandite: è tradizione riutilizzare il brodo e la carne del giorno prima. Nei borghi è il giorno ideale per una passeggiata digestiva tra le mura, con negozi spesso chiusi ma bar e osterie aperti.
Per l'ultimo dell'anno si cena con lenticchie e cotechino, secondo l'uso italiano, e si brinda con spumante o con la Vernaccia di Serrapetrona, un raro spumante rosso della zona di Macerata. Il 6 gennaio porta la Befana e, in alcuni paesi, il canto della Pasquella: gruppi di cantori bussano alle porte, intonano versi di buon augurio e vengono ricambiati con vino, salumi e dolci.
Molte chiese e musei diocesani allestiscono presepi artistici, e nei centri più piccoli si trovano presepi viventi in cui gli abitanti vestono i panni dei pastori. La cittadina di Loreto, meta di pellegrinaggio per la Santa Casa, vive il Natale in modo particolarmente intenso, con la basilica meta di fedeli da tutta Italia. Per un confronto con i grandi presepi del Sud, un'ottima tappa lontana è la Campania.
I borghi stanno sulle colline dell'entroterra e i bus sono pochi, quindi si va in auto. Dalla A14 si esce a Pesaro e si salgono le strade provinciali; per Fossombrone si segue la valle del Metauro. Nei giorni dell'evento conviene arrivare presto e usare i parcheggi indicati, spesso con navetta.
La stazione di Pesaro è sulla linea adriatica, con treni da Bologna, Rimini e Ancona. L'aeroporto più vicino è Rimini, a circa 35 chilometri; Ancona-Falconara dista circa 65-70 chilometri e Bologna circa un'ora e tre quarti di auto.
Sulle colline il freddo è più secco che in pianura, ma i vicoli sono in salita e lastricati: servono scarpe con una buona suola e, la sera a Candelara, una torcia.
Dalla costa si arriva in pochi minuti sul confine con la Romagna: i mercatini dell'Emilia Romagna, da Rimini a Bologna, sono un'ottima seconda tappa.
I mercatini delle Marche sono piccoli ma richiedono un minimo di organizzazione: le strade sono strette, i parcheggi lontani e il tempo cambia in fretta. Pochi accorgimenti rendono la giornata molto più piacevole.
In dicembre, sulle colline pesaresi, le temperature oscillano spesso tra pochi gradi sopra lo zero di notte e una decina di gradi di giorno. La nebbia è frequente nelle valli, la bora può soffiare forte dall'Adriatico e in alcuni anni arriva anche la neve, soprattutto verso l'Appennino. Meglio vestirsi a strati, con una giacca antivento, cappello e guanti, e calzare scarpe impermeabili con suola antiscivolo: i lastricati dei borghi, bagnati o gelati, sono scivolosi.
Il castello di Gradara, con le sue sale, le torri e il cammino di ronda, funziona molto bene con i più piccoli, che amano immaginare cavalieri e principesse; tieni però presente che i passaggi sono ripidi e poco adatti ai passeggini. A Candelara, nelle ore del buio, tieni i bambini per mano e usa una torcia: è affascinante ma affollato. Nei bar dei borghi non mancano cioccolata calda e frittelle, mentre ai banchi di artigianato si trovano candele colorate, piccoli giochi di legno e decorazioni da portare a casa.
I centri storici in salita e con pavimenti irregolari non sono semplici per sedie a rotelle e passeggini. Fossombrone e Pesaro offrono tratti pianeggianti, mentre Gradara e Mombaroccio richiedono più attenzione. In caso di necessità è utile contattare in anticipo la Pro Loco o l'ufficio turistico del Comune.
I souvenir più autentici sono quelli del territorio: candele artigianali, olio extravergine, la casciotta d'Urbino, il ciauscolo, i prodotti al tartufo, le ceramiche di Pesaro, un vino come il Verdicchio o la Vernaccia. Controlla che siano ben imballati se rientri in aereo o in treno.
Mattina alla Rocca e sul cammino di ronda, pomeriggio sul lungomare di Pesaro, cena in un locale dove assaggiare crescia e vincisgrassi.
Si arriva nel tardo pomeriggio, si assiste allo spegnimento delle luci e si passeggia tra le candele. È l'ora più bella, e anche la più affollata.
Prima le mura di Mombaroccio, poi la valle del Metauro con la Corte Alta di Fossombrone e, se avanza tempo, la Gola del Furlo.
Il venerdì sera si arriva a Pesaro e si cena sul mare; il sabato si dedica a Gradara al mattino e a Candelara al calar del sole; la domenica si sale a Mombaroccio. Il lunedì, se hai un giorno in più, la salita a Urbino e la discesa lungo la Gola del Furlo chiudono il viaggio con il Rinascimento e la via Flaminia.
Quattro, tutti nella provincia di Pesaro e Urbino: Gradara, Candelara, Mombaroccio e Fossombrone.
Nei fine settimana d'Avvento, al calare della sera, le luci elettriche del borgo si spengono e restano solo le candele, tra le bancarelle di artigianato.
Sì, con l'auto: sono vicini. Gradara e Candelara si abbinano bene; Fossombrone richiede più tempo.
Crescia, cappelletti in brodo, olive all'ascolana, tartufo e frustingo, con Bianchello del Metauro o Verdicchio.
Gradara fino all'Epifania, Fossombrone fino a fine gennaio; Candelara e Mombaroccio finiscono intorno al 20 dicembre.
Il mezzo più pratico è il treno fino a Cattolica o a Pesaro, poi un taxi o un autobus locale: i collegamenti sono meno frequenti nei giorni festivi, quindi meglio verificare gli orari.
Per Gradara si esce a Cattolica, per Candelara e Mombaroccio a Pesaro; per Fossombrone si può proseguire verso Fano e imboccare la superstrada della valle del Metauro.
Sì, soprattutto per i fine settimana di dicembre: gli agriturismi delle colline hanno poche camere, mentre Pesaro offre più scelta.
Freddo umido con nebbia nelle valli, temperature spesso vicine allo zero la sera, vento dall'Adriatico e neve soltanto in alcuni anni.
Bianchello del Metauro e Colli Pesaresi Sangiovese in zona; Verdicchio e Rosso Conero spostandosi verso Ancona.
Sì: dista circa un'ora d'auto dalla costa e il Palazzo Ducale vale da solo una mezza giornata, meglio se in un giorno diverso dai mercatini.
Molto: Gradara ha animazioni e un castello da esplorare, mentre le candele di Candelara sono uno spettacolo che i più piccoli ricordano a lungo.
Nessuno dedicato alle Marche: per un viaggio organizzato guarda Trentino Alto Adige o Campania.
Candele, rocche e borghi: nelle Marche gli eventi sono pochi ma ben fatti. Scegli le località nei riquadri, controlla le date e metti in valigia una torcia per Candelara. Buon Avvento!