
Mercatini di Natale a Genova
22 nov 2026 – 7 gen 2027
Mercatale · Christmas Bazaar · Mercatino di Natale a Genova

22 nov 2026 – 7 gen 2027
Mercatale · Christmas Bazaar · Mercatino di Natale a Genova
La Liguria è una regione stretta tra il mare e le montagne, con borghi arroccati, ulivi, terrazzamenti e il porto più grande d'Italia. A Natale offre un volto sorprendente: Genova, la "Superba", con il suo centro storico medievale più esteso d'Europa, accende le luci dei caruggi, dei palazzi dei Rolli e del Porto Antico, e ospita un calendario fitto di mercatini, fiere e iniziative che accompagnano tutto il periodo natalizio. I mercatini liguri sono un Natale di mare, con il clima mite, i profumi di focaccia e il pandolce che scalda le tavole.
Nelle sezioni successive: Genova, dai caruggi al Porto Antico, le tradizioni liguri di Natale, i sapori e le informazioni per arrivare. La scheda in alto riporta le date aggiornate.
Gli appuntamenti genovesi vanno da fine novembre all'Epifania, con più concentrazione tra San Nicola (6 dicembre), l'Immacolata e Natale. Le date esatte sono nella scheda.
Il Natale di Genova è un sistema di appuntamenti diffusi nei luoghi più belli della città. Il calendario comprende il Mercatino di Natale a Genova, la Fiera di Natale a Genova, il Christmas Bazaar, il Mercatale e Natalidea, che propongono artigianato, regali e specialità. Tra gli appuntamenti più caratteristici ci sono il Mercatino di San Nicola, il Mercatino di Natale a Campetto, nel cuore del centro storico, il Mercatino in Carignano Christmas Edition e il Mercatino di Natale di Forte Tenaglie, nella cornice delle antiche mura. Non mancano il Mercatino natalizio del baratto, che promuove lo scambio e il riuso, e il Mercatino della Befana a Genova, che chiude le feste.

La cucina genovese ha i suoi piatti di festa: il cappon magro, un'insalata monumentale di pesce e verdure, tradizione del giorno di Natale, i pansoti con salsa di noci, i ravioli al tocco, e, naturalmente, il pesto con le trofie. Il dolce simbolo è il pandolce genovese, nelle due versioni "basso" e "alto", con uvetta, canditi e pinoli; accanto a lui i canestrelli. Da assaggiare nei caruggi, la focaccia appena sfornata e la farinata. Per accompagnare, un bicchiere di Vermentino o di Pigato.
Per capire perché il Natale ligure ha il sapore che ha, bisogna guardare la geografia. La Liguria è una mezzaluna di terra lunga circa 350 chilometri e profonda in certi punti poche decine, schiacciata tra l'Appennino e il Mar Ligure. Le case si arrampicano sui pendii, i campi sono fasce sostenute da muretti a secco, e per secoli la via più comoda per spostarsi è stata il mare. Da qui nasce una cultura di marinai, commercianti e contadini abituati a far bastare poco, che a tavola ha prodotto una cucina di erbe, olio, pesce conservato e dolci pieni di spezie arrivate dai porti.
Genova fu per secoli una potenza del Mediterraneo, rivale di Pisa e di Venezia. La Repubblica ebbe i propri banchieri, i propri dogi e una rete di colonie e di empori che andava dal Mar Nero alla Spagna. Dalla ricchezza dei mercanti nacquero i palazzi della Strada Nuova, l'attuale via Garibaldi, aperta nel Cinquecento per ospitare le dimore delle famiglie più potenti. Nel 2006 un sistema di questi edifici, i Palazzi dei Rolli, è stato riconosciuto dall'UNESCO: erano gli alloggi pubblici, scelti per sorteggio da un elenco (il "rotolo", da cui il nome), destinati a ospitare i personaggi illustri in visita alla città.
Dal mare vengono anche i simboli cittadini. La Lanterna, alta circa 77 metri, guida le navi nel porto da secoli ed è uno dei fari in muratura più antichi ancora in funzione. Il Porto Antico, ripensato da Renzo Piano per le Colombiane del 1992, ha trasformato i vecchi magazzini in un quartiere di passeggio, con l'Acquario, il Bigo, il Galata Museo del Mare e una grande piazza sull'acqua. Nei giorni d'inverno, quando il porto vecchio si riempie di luci e di famiglie, è uno dei posti dove il Natale genovese si sente di più.
Il cuore medievale di Genova è un labirinto di vicoli stretti, i caruggi, dove la luce arriva a fatica tra palazzi alti sei o sette piani. Qui convivono botteghe di spezie, friggitorie, antiche farmacie, locali dove si mangia la focaccia in piedi e chiese romaniche come Santa Maria di Castello. Nel cuore del quartiere si trova la Cattedrale di San Lorenzo, con la facciata a fasce bianche e nere e i due leoni di pietra ai lati della scalinata. All'ingresso della città vecchia, Porta Soprana, con le sue due torri, sorge accanto ai resti della casa che la tradizione indica come quella di Cristoforo Colombo.
Questo è il contesto in cui prendono forma i mercatini: Campetto, Carignano e Forte Tenaglie non sono scenografie costruite per l'occasione, ma luoghi veri di una città che ha sempre fatto commercio nelle sue piazze e che a dicembre riporta le bancarelle dove un tempo c'erano le botteghe.
Il mare e la barriera delle Alpi Marittime e dell'Appennino fanno della Liguria una delle regioni più miti d'Italia in inverno. In dicembre a Genova le temperature restano spesso sopra lo zero anche di notte, la neve in città è rara, e le giornate di sole limpido, con la tramontana che spazza il cielo, regalano una luce invernale straordinaria sul golfo. Il rovescio della medaglia sono le piogge intense, quando il tempo si mette al brutto, e il vento che sul lungomare si fa sentire. Si cammina bene, ma conviene avere un impermeabile leggero.
Una giornata a Genova a Natale non si esaurisce tra le bancarelle. Molte delle cose più belle della città sono al chiuso, il che nei giorni di pioggia è un vantaggio, e il centro compatto permette di mettere insieme visite diverse senza prendere mezzi.
Lungo via Garibaldi sorgono tre palazzi che sono anche musei: Palazzo Bianco, Palazzo Rosso e Palazzo Tursi. In quest'ultimo, sede del Comune, si conserva il violino di Niccolò Paganini, il celebre "Cannone", che il musicista lasciò in dono alla sua città. Salire sui terrazzi di Palazzo Rosso regala una vista sui tetti d'ardesia e sul porto. Il Palazzo Ducale, in piazza Matteotti, nel periodo delle feste ospita mostre importanti e un cortile dove ci si ferma volentieri anche solo per un caffè; la grande piazza De Ferrari, davanti, con la fontana di bronzo, è il punto di ritrovo dei genovesi.
L'Acquario di Genova, inaugurato nel 1992, è tra i più grandi d'Europa e nei fine settimana di dicembre richiede la prenotazione anticipata dei biglietti. Accanto, il Bigo, la struttura a bracci disegnata da Renzo Piano, solleva un ascensore panoramico sul porto; a poca distanza c'è il Galata Museo del Mare, dove si sale a bordo di un galeone ricostruito e si ripercorre la storia dei viaggi dei genovesi, compresi quelli di Colombo.
Genova è costruita in verticale e per questo ha un sistema di ascensori e funicolari pubblici, in funzione con i biglietti dell'azienda dei trasporti urbani. La Spianata di Castelletto, raggiungibile con l'ascensore panoramico da piazza Portello, è il balcone più amato: da lì, al tramonto, si vede il porto con le gru illuminate e la Lanterna sullo sfondo. Un'altra salita classica è la funicolare Zecca-Righi, che porta in alto verso i forti dell'antica cinta, a cui appartiene anche Forte Tenaglie, sede di uno dei mercatini di Natale.
Per spostarsi tra queste zone la ferrovia sul litorale e gli autobus urbani sono sufficienti; la metropolitana genovese ha una sola linea ma tocca i punti più utili: Principe, Darsena (vicinissima al Porto Antico), San Giorgio, De Ferrari e Brignole.
Il Natale in Liguria è un Natale di mare e di montagna, con tradizioni che vengono da lontano, legate alla vita dei marinai e dei contadini dell'entroterra.
Una tradizione tipica della Liguria è il confuoco, un rito che si celebra la sera della Vigilia e nei giorni delle feste: un ceppo di alloro viene portato nel camino, benedetto con il vino e con l'olio, e bruciato come augurio di prosperità. A Genova la cerimonia ha una versione pubblica che richiama l'antica tradizione.
I presepi sono molto diffusi in tutta la regione, dalle chiese del centro storico di Genova ai borghi dell'entroterra, e alcuni presepi sono vere e proprie opere d'arte. Il 6 dicembre, la festa di San Nicola, protettore dei naviganti, è molto sentita nelle città di mare.
Il pranzo di Natale ligure si apre con il cappon magro o con i pansoti, continua con i ravioli in brodo o al tocco e con arrosti di carne e si chiude con il pandolce. Secondo tradizione il pandolce si decora con un ramoscello d'alloro e il primo taglio spetta al membro più anziano della famiglia, come buon augurio per l'anno nuovo.
Il Vermentino e il Pigato sono i bianchi della regione, il Rossese il rosso più tipico; il vino dolce Sciacchetrà delle Cinque Terre accompagna i dolci. Ai mercatini si trovano il vin brulé e la cioccolata calda.
Il Natale ligure ha pochi rituali scenografici, molti gesti domestici e qualche appuntamento che ha preso fama ben oltre i confini della regione. Il tono è quello di una regione discreta: la festa si consuma in casa, a tavola, in chiesa, e le piazze la accompagnano senza coprirla.
Il più celebre è senza dubbio il presepe luminoso di Manarola, nelle Cinque Terre. Sulla collina che domina il borgo, tra i terrazzamenti dei vigneti, centinaia di sagome in materiali di recupero, illuminate da migliaia di lampadine, compongono una grande natività che si vede già dal mare e dal sentiero. La tradizione lo vuole acceso nei giorni intorno all'Immacolata e mantenuto fino all'Epifania. Nato dall'idea di un abitante del paese, è diventato un appuntamento che richiama visitatori da lontano: va visto di sera, con il paese buio sotto e le luci a mezza costa.
Nel centro storico di Genova e nei borghi dell'entroterra molte chiese allestiscono ogni anno il presepe, spesso con statue d'epoca: una tradizione, quella dei presepi con figure in legno, che a Genova ha una storia secolare, fra scultori e botteghe d'arte sacra. Vale la pena entrare nelle chiese del centro storico anche solo per vedere come ciascuna interpreta la natività. Il periodo giusto va dalla Vigilia fino alla Candelora, quando il presepe viene smontato.
Prima del Natale ci sono due date che ai liguri dicono molto. Il 6 dicembre, San Nicola, patrono dei marinai: nelle città portuali è una festa antica, con la benedizione di chi lavora sul mare. Il 13 dicembre, Santa Lucia, è invece legata ai bambini e allo scambio di doni, in uso in diverse zone del Nord Italia. Chiude il ciclo l'Epifania del 6 gennaio, con la Befana, che a Genova ha un suo mercatino dedicato.
Chi ha la fortuna di trovarlo in programma non deve perdersi un concerto di trallalero, il canto polifonico maschile genovese, nato fra i portuali e i lavoratori del mare: cinque o sei voci, ognuna con la sua parte, che arrivano a imitare perfino gli strumenti. Nelle chiese e nelle sale della città si possono ascoltare anche cori di canti natalizi e concerti di musica sacra, che a dicembre riempiono il calendario culturale.
La sera del 24 dicembre, in tante famiglie liguri, si rinnova il rito del ceppo: un tronco d'alloro bagnato di vino, olio e altri doni della terra, che brucia nel camino come augurio. Chi non ha un camino lo celebra a tavola, con il brindisi e il taglio del pandolce. Alla cena della Vigilia, in molte case della costa, domina il pesce: lo stoccafisso accomodato, le acciughe ripiene, le verdure ripiene e le zuppe di mare, prima della messa di mezzanotte.
La tavola ligure di dicembre è fatta di contrasti: la ricchezza dei dolci di spezie e la sobrietà di una cucina di pesce e di verdure. Chi passa da queste parti non dovrebbe fermarsi alla focaccia, per quanto eccellente: ci sono piatti stagionali che si trovano solo in questi mesi.
Il pandolce genovese è l'emblema della festa. Si racconta che nacque nel Cinquecento, quando il doge Andrea Doria chiese ai cuochi un dolce che celebrasse la potenza commerciale della Repubblica, con ingredienti portati dalle navi: uvetta, canditi, pinoli, semi di finocchio e fiori d'arancio. La leggenda, vera o no, rende bene l'idea: è un dolce che parla di rotte e di porti. Esiste la versione "bassa", più compatta e secca, e quella "alta", lievitata e soffice. Nella tradizione si decora con un ramo d'alloro piantato al centro e il primo taglio ha il suo piccolo cerimoniale familiare.
Il cappon magro è il piatto che per i genovesi dice Natale. Una piramide di gallette del marinaio, verdure lessate, pesci e crostacei, condita con una salsa verde di prezzemolo, capperi e acciughe: una costruzione che richiede ore di preparazione e che di solito si cucina in famiglia o si ordina nei ristoranti con anticipo. Accanto, i pansoti con la salsa di noci, i ravioli col tocco di carne e la cima alla genovese, pancia di vitello ripiena servita fredda, sono le altre pietanze del pranzo.
Sulla costa del Ponente il Pigato, aromatico e sapido, e il Vermentino sono i bianchi dell'inverno ligure; fra i rossi, il Rossese di Dolceacqua è tra i più fini. Le Cinque Terre danno lo Sciacchetrà, da meditazione. Un buon regalo da mercatino è una bottiglia di olio extravergine taggiasco, dal sapore dolce e delicato, ottenuto da olive raccolte nell'imperiese nei mesi freddi. Nei caruggi si trovano anche i vasetti di pesto e le salse di noci, da portare a casa con una borsa termica.
Per una pausa genovese: una friggitoria per panelle, farinata e frittelle di baccalà; una focacceria per la focaccia al formaggio di Recco, sottile e croccante; una pasticceria storica per il pandolce. Nelle giornate fredde, il minestrone alla genovese con il pesto è un classico che scalda e si trova in molte trattorie.
Genova Principe e Brignole sono vicine al centro e collegate a Milano, Torino, Roma e La Spezia. In auto ci sono la A7 (da Milano), la A10 (dalla Francia) e la A12 (da Livorno); nel centro storico si lascia l'auto fuori. L'aeroporto ha un bus diretto per la città.
Tra gli 8 e i 13 gradi con qualche pioggia; dal mare arriva vento. Ombrello e scarpe con buona suola: i caruggi sono lastricati e in salita.
Il sabato Piazza De Ferrari, la Cattedrale di San Lorenzo, i caruggi e i mercatini; la domenica il Porto Antico con l'Acquario, o Boccadasse per un caffè al mare. Per i bambini: il mercatino della Befana e il Porto Antico.
Alle spalle del capoluogo ligure si apre il Piemonte con Torino e le Langhe, a sud-est la Toscana con Livorno e Lucca, a nord la Lombardia.
Che cos'è il pandolce? Il dolce genovese di Natale, con uvetta, pinoli e canditi, nelle versioni "basso" e "alto".
Dove si trovano i mercatini? Nel centro storico, a Campetto, al Forte Tenaglie e in altri quartieri.
Ci sono viaggi in pullman? Non per la Liguria.
Chi ha più di un giorno può usare Genova come base e raggiungere con il treno regionale buona parte della costa. In inverno i paesi sono tranquilli, i sentieri non affollati e le giornate di sole fanno dimenticare il mese.
Camogli, a circa mezz'ora di treno, è un borgo di case alte e colorate che si affacciano su un piccolo porto; il castello della Dragonara e la basilica di Santa Maria Assunta sono sul lungomare. Da lì si può proseguire verso San Fruttuoso, la celebre abbazia sul mare raggiungibile a piedi lungo i sentieri del Parco di Portofino oppure, quando il servizio è attivo, in battello. Portofino si raggiunge da Santa Margherita Ligure, e d'inverno ha un'aria raccolta, con la piazzetta quasi vuota e il castello Brown che domina il promontorio. Rapallo è comoda per una passeggiata sul lungomare e per la funivia che sale al santuario di Montallegro.
Sestri Levante, con la sua Baia del Silenzio e la penisola che separa due golfi, è una tappa pomeridiana facile. Più lontane, le Cinque Terre (Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola, Riomaggiore) si raggiungono in treno in circa due ore da Genova; a dicembre i sentieri più alti possono essere chiusi o scivolosi per la pioggia, ma il percorso ferroviario e le strade dei paesi restano un'esperienza. L'appuntamento per eccellenza è il presepe di Manarola.
Verso ovest, Savona ha una fortezza, il Priamar, e un centro con portici medievali; Noli conserva torri e il ricordo di una piccola Repubblica marinara; Finale Ligure, con il centro storico di Finalborgo, è un borgo murato tra i più belli della regione. Più avanti Albenga, con le torri e il battistero paleocristiano, e Imperia sono il regno dell'olio taggiasco; nell'entroterra, Dolceacqua, col suo ponte medievale dipinto da Monet, e Triora, il "paese delle streghe".
Più a levante, nel golfo detto dei Poeti, Portovenere e Lerici sono due borghi marinari carichi di storia, e a La Spezia si può visitare il Museo Tecnico Navale. Chi poi decide di spingersi oltre trova la Toscana appena oltre il confine regionale: Lucca e Pisa sono a portata di una gita.
La ferrovia litoranea attraversa quasi tutti i paesi citati. Treni regionali frequenti collegano Genova a La Spezia, a Savona e a Ventimiglia. Il servizio di battelli del Golfo Paradiso e delle Cinque Terre, attivo soprattutto in primavera ed estate, può essere ridotto o sospeso in inverno e con mare mosso: conviene controllare prima di organizzare il giorno.
Il periodo più vivo va dall'inizio di dicembre alla Befana. I fine settimana intorno all'8 dicembre e nei giorni prima di Natale sono i più affollati, quelli di gennaio i più tranquilli, con musei e ristoranti più liberi. La scheda in alto indica le date dei singoli mercatini: conviene partire da lì e costruire attorno il resto del viaggio. Nei giorni feriali la città è meno piena e i caruggi si percorrono con più calma; la sera, con le luminarie accese, vale la pena fermarsi anche solo un'ora in più.
Arrivo in mattinata alla stazione Principe, poi a piedi o in metro fino a Darsena e al Porto Antico, con la visita al Galata o all'Acquario. Pranzo con focaccia o farinata nei caruggi, poi il mercatino di Campetto e la Cattedrale di San Lorenzo; per chiudere, la salita alla Spianata di Castelletto per il tramonto sul porto.
Il primo giorno è il percorso del centro storico: piazza De Ferrari, Palazzo Ducale, via Garibaldi con uno dei palazzi museo, i caruggi, cena con cappon magro o pansoti in trattoria. Il secondo, il mare: la mattina Boccadasse o la passeggiata di Nervi, il pomeriggio il Porto Antico, oppure un pranzo di pesce a Camogli prima di rientrare.
Con tre giorni si aggiunge una giornata fuori: la riviera di Levante con Camogli, San Fruttuoso e Portofino, oppure le Cinque Terre in treno con la sera a Manarola per il presepe. Chi preferisce il Ponente può scegliere Finale Ligure e Noli, con la sosta in un frantoio per l'olio nuovo. Chi arriva dalla Lombardia o dal Piemonte può combinare Genova con la città di partenza in un weekend lungo.
Genova è una città a misura di famiglia più di quanto si pensi: l'Acquario, il Bigo, il Galata con il galeone e il sommergibile Nazario Sauro, i giochi del Porto Antico e il mercatino della Befana a gennaio riempiono le giornate. Nei caruggi il passeggino è scomodo per via dei gradini e dei selciati: meglio un marsupio nei vicoli più stretti. Le pause con focaccia calda e cioccolata mettono d'accordo tutti.
In auto conviene lasciare la macchina nei parcheggi in struttura vicino al Porto Antico o alla zona della stazione, oppure fuori dal centro e proseguire con i mezzi, perché il centro storico è in gran parte pedonale e alcune zone sono a traffico limitato. Il biglietto dei trasporti urbani vale su autobus, metropolitana, ascensori e funicolari: è l'opzione più pratica per salire ai belvedere.
Un giaccone antivento, scarpe con suola in gomma per i selciati lisci, un ombrello pieghevole e una sciarpa leggera: il freddo di Genova è umido e ventoso più che pungente. Per le escursioni sulla costa servono anche scarpe da trekking.
Un giorno intero basta per i mercatini del centro e per un assaggio del Porto Antico; con due giorni si aggiungono musei e quartieri marinari.
Nella scheda in alto alla pagina, aggiornata dal database. Gli orari dei singoli giorni possono variare con il meteo: meglio controllare alla vigilia della visita.
Il clima è mite, con temperature diurne spesso tra i 9 e i 13 gradi, possibilità di pioggia e vento. La neve in città è rara.
Il treno è la scelta più comoda: Principe e Brignole sono vicine al centro storico, mentre in auto il traffico e i parcheggi complicano la giornata. L'auto ha senso per esplorare l'entroterra e i borghi non serviti dalla ferrovia.
Da Milano, Torino, Roma, Pisa e La Spezia ci sono collegamenti diretti, con tempi di circa un'ora e mezza da Milano con i treni veloci e un po' più di due ore da Torino.
Cappon magro, pansoti in salsa di noci, ravioli, cima alla genovese e, per chiudere, il pandolce con i canestrelli.
Il basso è più compatto e denso, l'alto più lievitato e morbido. Entrambi contengono uvetta, pinoli e canditi.
Sì: Acquario, Galata Museo del Mare, Bigo e Porto Antico sono adatti, e il mercatino della Befana chiude le feste a gennaio.
Sì, soprattutto nei fine settimana di dicembre e durante i ponti: la prenotazione online evita le code.
Sì, con prudenza: alcuni sentieri possono essere chiusi in caso di maltempo, mentre i paesi e il treno sono utilizzabili. Il presepe di Manarola è l'attrazione natalizia.
Le vie principali sono frequentate e illuminate; come in ogni centro storico affollato conviene tenere d'occhio borse e portafogli e restare sulle strade più battute dopo cena.
Sì, il treno veloce rende fattibile la gita in giornata; chi vuole vedere anche il Porto Antico e i caruggi con calma fa meglio a fermarsi una notte.
Sì: a nord si incontrano il Piemonte e la Lombardia, a est la Toscana e l'Emilia-Romagna.
Caruggi illuminati, un porto che guarda lontano e un pandolce da spezzare in famiglia: Genova festeggia con stile. Controlla le date nella scheda e scegli il tuo mercatino. Buon Avvento!